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Emergenza Coronavirus e Protezione dei Dati Personali

Il 2 marzo scorso, il Garante privacy ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un comunicato sui trattamenti di dati personali realizzati dai datori di lavoro per assicurare la tutela e la salute nei luoghi di lavoro a seguito della diffusione del Covid – 19, c.d. Coronavirus.

Di seguito il link al comunicato: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb- display/docweb/9282117.

In particolare, l’Autorità ha sottolineato come l’accertamento e la raccolta di  informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettino agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla Protezione civile, quali organi istituzionalmente deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica.

Pertanto, i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.

Tuttavia, il Garante privacy ha ricordato che resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Pertanto, in tale quadro, il datore di lavoro può invitare il proprio personale a effettuare, ove necessario, tali comunicazioni agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati.

Di seguito, alcuni suggerimenti per conformarsi alle indicazioni del Garante privacy.

 

1. Adozione di policy di accesso ai locali aziendali e agli uffici

In via straordinaria e temporanea potrebbe valutarsi l’opportunità di adottare policy che vietino l’accesso ai locali aziendali e agli uffici ai soggetti non abbiano ottemperato agli obblighi e alle misure di natura precauzionale prescritti dalle autorità competenti.

In particolare, il divieto potrebbe essere rivolto a i soggetti che:

  • nei precedenti 14 giorni, abbiano transitato o sostato nelle zone a rischio epidemiologico, a meno che non abbiano ottenuto una liberatoria dall’autorità sanitaria competente. Infatti, i provvedimenti emergenziali adottati nelle ultime settimane (da ultimo, v. art. 3, co. 1, lett. g) del DPCM 1° marzo 2020) prevedano a carico dei soggetti interessati l’obbligo penalmente sanzionato di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, nonché al proprio medico di base per l’adozione delle necessarie misure;
  • nei precedenti 14 giorni, siano stati a contatto con soggetti a rischio e/o abbiano presentato sintomi influenzali anche lievi e non abbiano valutato con l’autorità sanitaria competente o con il medico di base le eventuali misure di precauzione da adottare.

Le policy potrebbero, altresì, evidenziare che entrando nei locali aziendali e negli uffici, il soggetto interessato si assume nei confronti dell’impresa ogni responsabilità in merito all’assenza di nessuna delle condizioni ostative all’accesso. Al fine di rendere effettive tali policy, si suggerisce di portarle a conoscenza degli interessati, invitandoli a prenderne visione e ad attuare un comportamento collaborativo e responsabile. A tal fine, possono essere inviate comunicazioni individuali (es. al personale, ai fornitori, ai clienti), affissi appositi cartelli in prossimità degli accessi e/o distribuiti appositi vademecum.

Inoltre, a beneficio dei soggetti che accedono ai locali aziendali e agli uffici:

  • per evitare il sovraffollamento agli accessi, si potrebbero stabilire fasce orarie per specifici ingressi (es. personale, fornitori);
  • possono essere messe a disposizione le misure precauzionali prescritte dalle Autorità e quelle ulteriori eventualmente adottate dall’impresa.

 

2. Indicazioni al personale

In aggiunta alle comunicazioni sulle regole per l’accesso ai locali aziendali e agli uffici, si suggerisce di informare e sensibilizzare, attraverso comunicazioni individuali, informative in bacheca o sulla intranet e/o vademecum, i lavoratori su:

  • la circostanza che, in caso di impossibilità di accesso ai locali aziendali e agli uffici ai sensi dei divieti eventualmente previsti dalle policy di cui al precedente paragrafo n. 1, ove possibile potrebbe ricorrersi al c.d. lavoro agile;
  • le misure precauzionali prescritte dalle Autorità e su quelle ulteriori eventualmente adottate dal datore di lavoro;
  • la necessità di contattare il medico di base, il 112/118 o i numeri verdi regionali qualora si manifestino sintomi compatibili con quelli del Coronavirus (febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, congiuntiviti, insufficienze respiratorie e, in casi più rari, disturbi intestinali e diarrea) e si sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta;
  • la necessità di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute. Al fine di facilitare tali comunicazioni, si potrebbero attivare dei canali dedicati, gestiti da personale appositamente preposto. In ogni caso, le questioni oggetto delle segnalazioni e i trattamenti di dati personali conseguenti dovrebbero essere gestiti in conformità alle prassi e alle procedure già vigenti nell’impresa.

 

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