Qualità - Ambiente - Sicurezza

I modelli proposti sono implementati tenendo in considerazione le seguenti Norme volontarie e cogenti:

- UNI EN ISO 9001:2008

- UNI EN ISO 14001:2004

- OHSAS 18001:2007

- Marcatura CE

- D.LGS. 196/2003

- D.LGS. 81/2008

- D.LGS. 231/2001

Qualità – Ambiente – Sicurezza

Con il termine Qualità – Ambiente – Sicurezza si intendono tutti i sistemi di gestione organizzativi implementati nelle organizzazioni (es. società, aziende, pubblica amministrazione) nei diversi settori in cui operano (es. manifatturiero, alimentare, servizi, costruzioni, ecc.) in riferimento ai requisiti espressi da una serie di norme internazionali, tra le quali: ISO 9001:2008 per i Sistemi di Gestione della Qualità, ISO 14001:2004 per i Sistemi di Gestione Ambientale, OHSAS 18001:2007 (D. Lgs. 81/2008) per i Sistemi di Gestione della Sicurezza e la Salute nei luoghi di lavoro,

E', altresì, possibile gestire i suddetti sistemi in un Sistema di Gestione Integrato per la Qualità, l'Ambiente e la Salute e Sicurezza, grazie alla intrinseca capacità di utilizzare al meglio le sinergie presenti (documentazione, riesame da parte della direzione, audit, miglioramento), le quali garantiscono il massimo dell'efficienza e dell'efficacia riducendo al minimo i costi di esercizio.
L'adesione a queste norme è volontaria, a meno che non siano citate come testi cogenti in atti legislativi specifici. Esistono, quindi, gli organismi accreditati secondo norme internazionali che rilasciano, appunto, la certificazione dei sistemi di gestione a seguito di verifiche ispettive condotte, secondo precisi regolamenti concordati, presso l'organizzazione richiedente.

Assistenza al D. Lgs.196/2003 "Privacy"

La raccolta ed il trattamento dei dati relativi a dipendenti, clienti e fornitori, utenti sito web, imprescindibile per Io svolgimento di ogni attività professionale, alla luce della nuova normativa, rappresenta un fattore di rischio operativo tutt'altro che trascurabile.

Le nostre fasi d'intervento stabiliscono e mantengono un sistema di gestione della sicurezza nel trattamento dei dati personali in modo da:

- garantire la conformità alle norme di legge e ai provvedimenti del Garante Privacy;
- pianificare gli interventi di miglioramento nel campo della sicurezza dei dati personali;
- gestire la sicurezza dei dati personali in modo efficace;
- tenere sotto controllo i risultati aziendali in materia di sicurezza dei dati personali.

Le 3 fasi per l’implementazione:

1. Raccolta dati
1.1 Individuazione delle tipologie di dati trattati, soggetti interessati, misure di sicurezza e procedure adottate 
1.2 Analisi dei flussi di dati
1.3 Mappatura dei trattamenti effettuati


2. Intervento di adeguamento alla Normativa
2.1 Corretta applicazione delle misure minime e necessarie di sicurezza fisica, procedurale, informatica (incluse le più recenti in tema di Amministratori di Sistema e Videosorveglianza);
2.2 Redazione di tutte le lettere di nomina degli Incaricati e Responsabili del trattamento;
2.3 Redazione delle Informative per clienti, potenziali clienti, fornitori, dipendenti e collaboratori, candidati all’assunzione, utenti sito web ed eventuali soggetti terzi;
2.4 Redazione del Disciplinare interno sull’uso di Internet e Posta elettronica;
2.5 Redazione Manuale Privacy;


3. Aggiornamento Annuale
Entro l'anno, il Dlgs 196/2003 prevede una serie di aggiornamenti obbligatori che impongono alle Aziende di effettuare un vero e proprio Privacy Audit al fine di riallineare procedure e documenti con i cambiamenti intervenuti sia nell’organizzazione aziendale sia nella normativa di settore.

Modello organizzativo 231/2001

Il D.Lgs 231:2001 ha rivoluzionato la normativa italiana, estendendo la responsabilità in sede penale anche alle aziende, per alcuni reati commessi nell'interesse o a vantaggio delle stesse, da persone in posizione apicale o subordinata. In caso di reato sarà quindi responsabile in sede penale sia la persona fisica sia la persona giuridica (azienda, ente, associazione, ecc).
Il decreto prevede una sistema sanzionatorio molto pesante di carattere sia pecuniario sia interdittivo per le imprese, con sanzioni oltre 1.000.000 di euro e interdizione sino ad un anno dell’attività.

Si applica agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica”. In sostanza:
1. Società di capitali e di persone
2. Associazioni anche prive di personalità giuridica
3. Enti pubblici economici (enti a soggettività pubblica ma privi di poteri pubblici
4. Agenzie pubbliche (ASP)
5. Aziende pubbliche per la gestione di servizi pubblici (aziende speciali)
6. Enti pubblici autarchici (INPS, INAIL, ISTAT, ecc)

L’Azienda che adotta il modello non risponde penalmene se dimostra che:
1. ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi
2. il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento e' stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (Organismo di Vigilanza, OdV)
3. le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione
4. Ha introdotto un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello
5. Effettua verifiche periodiche (audit)

Assistenza al D. Lgs. 81/2008

A) Redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, comprendente:
1. le indicazione e analisi delle aree di pericolo
2. la valutazione dei rischi (pericoli, possibilità di accadimento, possibili conseguenze)
3. le indicazione delle misure di prevenzione e protezione
4. il programma di attuazione delle misure stesse

B) Redazione del Piano di Emergenza, comprendente:
1. le iniziative da porre in atto in caso di insorgere dell'emergenza
2. le modalità di segnalazione e diffusione dell'emergenza

C) Assistenza operativa per l'organizzazione del Servizio Prevenzione e Protezione, comprendente:
1. le definizione, i compiti, le funzioni e le responsabilità del Servizio Prevenzione e Protezione
2. l'individuazione e la nomina del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione e la relativa formazione
3. l'individuazione e la nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
4. la redazione e divulgazione degli atti ufficiali all'interno dell'Azienda

D) Attività di RSPP in outsourcing (qualora l'azienda non intenda nominare un RSPP interno), comprendente:
1. l'individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi e individuazione delle misure per la sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale
2. l'elaborazione delle misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure
3. l'elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali
4. il proponimento di programmi di formazione e informazione dei lavoratori
5. la partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonchè alla riunione periodica
6. l'effettuazione della formazione annuale del RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e dei lavoratori

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