Scadenza Per L’aggiornamento Del DPS

31 marzo 2011: scadenza per l’aggiornamento del DPS

Gli art. 33, 34 e 35 del D. Lgs. 196/2003 indicano le misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati. Entro il 31 marzo 2011, i soggetti che vi sono tenuti devono provvedere all’aggiornamento del DPS (Documento Programmatico sulla Sicurezza); in alternativa, è necessario predisporre l’autocertificazione (o verificarne presenza e correttezza) ai sensi dell’art.34, comma 1-bis del D.Lgs 196/03 e dell’art.47 del D.P.R. 445/00.

In caso di inadempienza, si prefigura la contestazione dell’art. 162 comma 2-bis.
si rammenta, in particolare, che per consulenti del lavoro, commercialisti e società di elaborazione dati non è ammesso il ricorso all’autocertificazione.

Si ricorda, inoltre, che è in vigore dal 15 dicembre 2009 il provvedimento emanato dall’Autorità Garante per la Privacy, in materia di controllo dell’attività degli amministratori di sistema. (Provvedimento del 27/11/2008). Le prescrizioni riguardano:

  • Registrazione degli accessi effettuate dagli amministratori di sistema ai sistemi di elaborazione e agli archivi elettronici;
  • Verifica almeno annuale dell'operato degli amministratori di sistema;
  • Elenco degli amministratori di sistema e loro caratteristiche;
  • Valutazione dell’esperienza, capacità, e affidabilità degli amministratori di sistema.

DVR Stress Lavoro Correlato

Obbligo di applicabilità del documento di valutazione dello stress da lavoro correlato in ottemperanza all'art. 28, comma 1-bis del D. Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 e s.m.i.Osservazioni:

Il Decreto, ponendosi in contrasto coi principi costituzionali che, di fatto, non pongono discrimine tra lavoratore pubblico e privato, introduceva, invece, una disparità di trattamento fra lavoratori delle Pubbliche amministrazioni ed il resto del mondo del lavoro. I primi, infatti, non avrebbero vista più applicata nei loro confronti la tutela prevenzionistica disposta dagli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/08, con riferimento specifico alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato. 

Si poneva quindi un quesito sulla legittimità costituzionale di tale provvedimento, che di fatto avrebbe garantito una tutela prevenzionistica "ridotta" ai lavoratori del settore pubblico rispetto a quelli del privato, che avrebbero invece continuato a vedere applicata, nei propri confronti le misure, in materia di stress lavoro correlato previste dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

L’emendamento approvato in commissione Bilancio del Senato il 24 giugno scorso, consente ai privati, così come al pubblico, di prorogare al 31.12.2010 quello che di fatto è dovere in virtù dell’accordo europeo 8/10/2004.Quanto sopra, si legge nel provvedimento, è motivato dal fatto che la proroga consentirebbe di adottare le opportune misure organizzative per la valutazione, tra i diversi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, anche dello stress lavorativo.


Sentenza Della Corte Di Cassazione

Con sentenza n. 6498 del 22 marzo 2011, la Cassazione ha affermato che ai fini del licenziamento per giusta causa (furto in azienda) non si applica il divieto di monitorare l'attività dei lavoratori attraverso impianti audiovisivi. In questo caso, il controllo serve necessariamente a tutelare il patrimonio aziendale. Infatti, la decisione della Suprema Corte ha evidenziato ciò che è previsto dal' comma 2, articolo 4, della Legge 300/1970 che evidenzia la possibilità di installare telecamere a fini organizzativi, produttivi e per la sicurezza sul lavoro.


21 Apr

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